All’interno della Comunità Educativa prestano servizio Educatori in possesso della Laurea in Scienze dell’Educazione, e tutte le figure previste dalla Dgr 25-5079_12. Il lavoro è organizzato in turni; orari durante i quali viene sempre garantito il rapporto di 196 minuti/ giorno per ospite, oltre al personale impegnato negli interventi individuali ed alle figure dei volontari.

A coordinare il lavoro dell’equipe educativa diretta dal Coordinatore Responsabile di Comunità è il Coordinatore degli Educatori, cui è affidata la responsabilità  della gestione e del funzionamento della quotidiana vita di comunità. Risulta difficile gestire con fluidità il passaggio delle consegne tra gli operatori che si dividono quotidianamente diverse fasce orarie; l’esperienza ci ha consentito di acquisire e creare gli strumenti più idonei ad assolvere, nella maniera più completa ed efficace, questa necessità.

Tutto il lavoro svolto dagli educatori è organizzato, oltre che tra- mite la compilazione quotidiana di registri e relazioni anche attraverso cinque fondamentali momenti di incontro

La riunione degli Educatori

Avviene su base settimanale ed è il momento dell’organizzazione di tutte le attività e dell’assegnazione dei compiti che dovranno essere svolti nell’arco della settimana. Questa riunione è anche destinata al monitoraggio del percorso e degli obiettivi raggiunti rispetto ai Progetti Educativi Individualizzati ed alla discussione delle richieste di gruppo o individuali avanzate dai minori che possono riguardare mete per eventuali gite, l’acquisto di abiti, esternazioni di problematiche personali o di gruppo.

La riunione dei Ragazzi

Settimanalmente, ai minori accolti, seppur ancora piccoli, viene data la possibilità di un momento di riunione autogestita per discutere di iniziative, argomenti, idee che vogliono proporre all’équipe educativa. Tale occasione è di fondamentale importanza in quanto i minori, oltre a sviluppare le proprie capacità di confronto e discussione necessarie per affrontare un momento di vita di gruppo, individuano anche un luogo ed un tempo deputati a manifestare le proprie esigenze e problematiche. La riunione è sviluppata sulla base di un ordine del giorno prestabilito dai minori stessi e termina con la redazione di un piccolo verbale che viene poi consegnato al gruppo degli educatori che a loro volta ne discuteranno i punti durante il loro momento di incontro.

La riunione tra Educatori e Ragazzi

È il momento conclusivo dei precedenti incontri; utenti ed educatori si confrontano sull’andamento  della settimana, sui com- portamenti, sulle problematiche e sulle richieste. È un vero e proprio punto di partenza per lo sviluppo di accordi ed obiettivi che i minori imparano così a focalizzare e, col tempo, a raggiungere.

Colloqui con il Consulente interno di Neuropsichiatria Infantile

Il neuropsichiatra infantile effettua colloqui con gli educatori in merito alle modalità di gestione dei casi trattati nella Comunità; integra l’intervento educativo sul minore con colloqui di sostegno o psicoterapici per poter disporre di maggiori dati personali di carattere clinico, in modo da supportare con maggiore conoscenza scientifica il lavoro degli educatori e poter sviluppare un maggiore e migliore rapporto di collaborazione anche sul piano specialistico con le équipe invianti.

La Supervisione

Tutti gli educatori, tirocinanti e volontari che prestano servi- zio presso la Comunità partecipano a riunioni di supervisione mensili che consentono loro di sviluppare strategie educative comuni per far fronte alla gestione di specifiche problematiche. Nell’ambito del lavoro che si svolge in comunità, la supervisione dei casi, coordinata da personale competente in psicopato- logia dell’età evolutiva, ha l’obiettivo di qualificare, controllare e migliorare il lavoro educativo svolto, al fine di offrire un sup- porto adeguato per una corretta crescita affettiva e sociale dei minori ospitati.

Il metodo proposto per la discussione prevede il trattamento approfondito di un solo caso per ogni supervisione e stimola gli educatori ad elaborare il proprio vissuto e la propria esperienza empirica in relazione al caso trattato. Le competenze professionali del supervisore consentono poi un secondo passaggio che prevede l’individuazione  dei criteri teorici e tecnici impliciti nelle varie fasi dell’intervento educativo, garantendo lo sviluppo costante delle competenze professionali di educatori e volontari. Due sono le discipline chiamate a dare forma ai concetti sviluppati e che si compenetrano in uno stretto lavoro interdisciplinare: la

pedagogia e la psichiatria dell’età evolutiva. Per fare ciò è necessario costruire in modo progressivo un vocabolario comune, che permetta a ciascuna disciplina di dialogare con l’altra pur mantenendo le proprie specificità. Si arriva così alla definizione di un profilo psicologico generale del soggetto analizzato ed alla comprensione delle dinamiche di gruppo che interessano il vissuto fuori e dentro la Comunità Educativa.